via…

01nov09

e finisce come non avrei mai voluto, mi guardi, ti guardo, occhi rossi di lacrime, più verdi i miei, più blu i tuoi, un sorriso per non andare via col ricordo del dolore ed una porta che si chiude…

finisce così la mia storia più bella e il sogno di una vita insieme a te…non finisce l’amore, certo, quello lo conserverò più a lungo che posso e lo renderò l’esempio, il termine di paragone, diventerà la storia da raccontare, la fonte da cui bere nei momenti di solitudine e il nutrimento per la mia anima sanguinante…

sarò ciò che mi ha reso il nostro amore e la tua vicinanza, sarò il bello e il brutto di te, sarò il pregio e il difetto che hai scrutato nel mio carattere ribelle e timido.

quando giungerà l’inverno mi ricorderò di quello passato insieme e nella calda estate ritroverò gli abitini che ho comprato per te, quando mi dicevi che quelli che avevo dovevo accorciarli un po’…

è un giorno triste, con le lacrime all’orlo degli occhi, pronte a straripare appena la mente formalizza in pensiero ciò che il cuore chiama mancanza di te semplicemente attraverso un battito accelerato che fa male e fa tremare la voce e rende tremendamente belli…

è un giorno triste, ma è un giorno in cui ancora mi va di perdermi nel ricordo di ciò che siamo stati e nel pensiero di ciò che avrei voluto poter essere con te…

ma cade ogni sorta di difesa verso le tue parole stanche, che non parlano della fine del tuo amore, no quello rimane immenso, inespresso, ma parlano della fine del viaggio…a cena facciamo tre brindisi, il primo al mio percorso, il secondo al tuo percorso, il terzo alla possibilità che i due percorsi possano essere coincidenti…

la brevità delle tue parole mi sorprende, come è breve il significato che attribuisci loro…non c’è prospettiva nelle tue immagini, ora è ora e tanto basta a rinnegare il tempo futuro che usi nelle tue frasi fatte…

ora so solo che mi manchi…e che vorrei capissi un giorno che hai appena lasciato andare una persona che forse meritava qualcosa in più da te…

mi lasci più ricca ma ti imploro di non tornare, ricomincerei a credere all’infinito insieme a te …


<<Un tempo conoscevo uno scultore>> raccontò lei annuendo. <<Diceva sempre che se si guardasse attentamente si riuscirebbe a vedere in quale punto del corpo ogni persone racchiude la propria anima. Suona folle, ma quando vedevi le sue sculture sembrava perfettamente logico.Credo che questo valga anche per coloro che amiamo>>, spiegò. <<Il nostro corpo porta con sè i loro ricordi, nei muscoli, nella pelle, nelle ossa. I miei figli si trovano giusto qui>>, si indicò la curva interna del gomito. <<Dove li tenevo quando erano neonati. Anche se giungerà il momento in cui non saprò più chi sono i miei figli, credo che continuerò a sentirli qui.

<<Tu dove conservi tua moglie?>> chiese a Tom.

Lui la guardò, con gli occhi colmi di lacrime. Si posò la mano destra dul lato del viso, poi la staccò e modificò leggermente la forma.

<< Quella è la linea del suo mento>>, mormorò, passando l’indice della mano sinistra lungo il semicerchio alla base della propria mano, poi lungo la curva superiore, laddove il palmo incontrava le dita. <<E qui c’è il suo zigomo>>.

il passo è un estratto di un libro di Erica Bauermeister e che ora appartiene a me e a tutti coloro che lo hanno letto e leggendolo si sono emozionati…

…nello scoprire che quando il cibo scopre, quando invita a condividere, quando si cede alla sua magia…solo allora riappare la vita, sepolta dal tempo che scorre, che è il tempo per lavorare senza sosta, il tempo per litigare senza capirsi, il tempo per partire senza progettare un arrivo e che non lascia il tempo per gustare un cibo che sa di felicità, il tempo per ricercare il giusto dono da fare , il tempo per riuscire a donarsi agli altri, il tempo per condividere le conoscenze che serbiamo in noi come segreti e infine il tempo per imparare ad amare

In un attimo senza tempo si può invece riscoprire quanto sia potente il condividere ed il donarsi a chi è davanti a noi, seduto intorno ad un tavolo imbandito di emozioni e cibo e vita…si può guarire sentendosi al sicuro, ritrovando la passione per la vita e riscoprendone la semplicità e la freschezza…

E così cucinare per qualcuno diventa un gesto estremamente intimo e profondo…e se mentre lo facciamo ci chiediamo cosa desideriamo trasmettere attraverso questo gesto, possiamo riuscire a riversare, senza aprir bocca, ciò che il cuore detta…

Mi sono emozionata…e nell’emozione di una lettura ho provato a sentire in che parte del mio corpo conservo la persona che amo anche quando non è con me…


un solo pensiero: non sprecherò più allegria..nè il tempo che la circonda….

perchè quel sogno è ancora a pochi respiri dalla mia mano tesa…


 


Ora ti ho conosciuto: perciò anche se brucio troppo intensamente,
tuttavia mi sei molto più vile e leggera.
Come è possibile, ribatti? Perché una tale offesa
costringe ad amare di più, e a voler bene di meno
(Catullo)
desidero la tua voce che mi graffia l’anima e i tuoi occhi che bagnano la mia pelle
desidero ciò che di te non ho ancora avuto e nel vuoto nella tua casa ti aspetto piangendo che non so trattenermi…
tra le mani perle bianche di speranza, che rientrando tu possa abbracciarmi e non allontanarmi mai più, che io possa ritrovare la serenità nel concepirmi senza te…
un dolore che trafigge, con impeto, veemenza, e niente può placare la voce che implora e il cuore che pulsa forte….mi lascio scorrere via…niente resistenza al fluire dei sentimenti, che dominano in modo assoluto…
la tempesta finisce dopo poco…e la voce liberata dalla paura ritorna ad essere ferma…gli occhi verdi e belli si asciugano e le mani continuano a stringere le perle di speranza…si può volere del bene quando l’animo di prosciuga per il troppo amore?
intanto si riparte, che il mondo aspetta e i suoi abitanti cercano ovunque vita…si riparte in cerca di quel solo bene che mai possa disperdersi nel fuoco dell’amore….


Blues….

04ott09

Senza te…e mi chiedo come un amore così grande non sia in grado di dare la serenità di affrontare i propri limiti….

per rimanere accanto a te, in queste settimane difficili, ho provato ad annullare i miei bisogni, a smettere di chiedere, a parlarti senza alzare la voce e senza insistere quando ero convinta di avere ragione…

essere più attenta, ascoltare i tuoi bisogni anche quando non parlavi, scrutare il tuo sguardo anche quando non guardavi me, è stato il modo in cui pensavo di riuscire a salvarci, di riuscire a sostenere il peso del dolore, convinta che il grande amore che ci ha invasi potesse essere il collante dei momenti difficili.

E adesso mi ritrovo qui…distante 8 km dal tuo corpo e non so quanto dal tuo cuore…scopro di non conoscerti affatto…scopro che non so assolutamente decifrare cosa sarà di noi due…ora che c’è una casa, una famiglia intorno che sa di noi, una presa di responsabilità che riesce a farmi dire: questo è il mio uomo, senza avere timore dei giudizi…

scopro che non c’è più noi, perchè agito la tua vita, la rendo nervosa, ti rendo ciò che non desideri essere…

La strada del mio ritorno, il ritorno a ciò che sono senza te, è una strada fatta di una valigia carica di vestiti mai indossati, un moleskine con tante pagine bianche chè tanta era la voglia di viverti che non trovavo il tempo di riempirla, sogni parcheggiati in attesa di poter dire NOI e paura di aver perso il più grande: riuscire a realizzarli tutti con te accanto….la strada del mio ritorno sarà una via polverosa, una via di periferia, non di certo asfaltata e in qualche punto desolata, che cammini per ore, giorni, senza incontrare nessuno, che qualche volta le strade così ti fanno paura e qualche volta no…

e sulla strada del mio ritorno so già che ci sarà qualcosa di delicato che dovrò affrontare senza di te – il prossimo intervento di papà – e qualcosa di bello che non potrò raccontarti – il mondo visto con gli occhi grandi e blu del mio piccolo bimbo, ma puoi star certo che sarò forte, in questi momenti e in tutti gli altri che ora non conosco, e non te lo dico per sottolineare la tua assenza, nè per mortificarti, nè per sollecitare i tuoi sensi di colpa (il vero amore non usa questi mezzi, questi sono i mezzi non di chi ama, ma di chi cova rancore e coltiva rabbia….ed io invece ti amo) te lo dico perchè tu possa trovare la stessa forza e la stessa serenità per affrontare i giorni belli e quelli brutti…

Se un giorno tornerai vorrei ti fidassi ciecamente di me, della mia capacità di amarti e volerti bene, della mia bontà e del mio desiderio di vederti felice…al punto di lasciarti andare…come ieri sera, quando mi hai detto che pur di salvarti sei disposto a lasciar andare tutto…

finchè non tornerai, ti guarderò da qui, distante abbastanza perchè non ti accorga del mio esserci, ti seguirò mentre ritroverai la tua felicità e quando sorridendo racconterai a qualcuno dei tuoi nuovi passi…e allora sorriderò anche io, perchè nei tuoi occhi vivi ritroverò la mia gioia…

e se non dovessi tornare mai sarà certo che in tante cose avrò sbagliato, che ho fallito ancora una volta, anche questa volta che non avevo mai creduto così tanto in NOI, e cercherò di fare di me una persona migliore, una persona di cui tu potessi essere fiero…una persona di cui, se non l’avessi mai conosciuta, avresti potuto innamorarti…

Ora solo qualche parola, tutta d’un fiato, per te: cerca di stare bene e mangia, non trascurarti, e quando la sera rientrando in casa non avrai voglia di nutrire il tuo cuore e la tua anima ricordati che il mondo gioisce del tuo sorriso e del tuo esistere…prova a ritrovare la voglia di fare e di vivere, continua a lavorare duro, perchè questo è ancora un grande anno e anche i prossimi lo saranno, perchè è arrivato il tuo momento ed è arrivato il momento di cominciare a raccogliere, prova a chiudere gli occhi e a pregare, chè la preghiera è un modo per ritrovarsi nell’amore che fa pulsare il mondo e impara ad agire senza essere impulsivo, che qualche volta la risposta giusta non è quella più scontata, qualche volta…ricordati di me, che lo so che non siamo stati insieme 20 anni, ma ti ho amato più in questi due anni di quando potrò amare nel resto della mia vita…ricordati di tutte quelle volte che ti sei sentito in capo al mondo ed ero lì con te, quando aspettavi sotto casa che mi addormentassi, o piangendo mi urlavi di credere nel miracolo del nostro amore, ricordati dei momenti in cui ti vibrava l’anima e di tutti quelli che, come me, tieni tatuati sotto la pelle, che non si possono vedere da fuori si sa, ma si possono sentire e si possono toccare e si possono vedere quando le lacrime invadono i tuoi occhi belli nel ricordo dell’amore più forte e meraviglioso e grandioso e SPETTACOLARE che tu abbia mai provato…e anche io.


guidare piano

26set09

io che piano non sono mai andata, che con la bici andavo sempre a sbattere frontale, e con i fidanzati mi trovavo sempre un anello al dito prima che mi rendessi conto che la strada era diventata troppo polverosa per me…io che non conosco il dolce oblio dell’attesa e che a scuola non mi interessava alzare la mano, ma solo chiedere alla mia testa: La sai? – sì, la so… era l’unica risposta che contemplavo come possibile…

ma forse nel guidare piano c’è un gusto tutto nuovo che potrebbe aver senso scoprire…

ammirare paesaggi, sentire profumi, ascoltare le parole delle brezze, assaporare emozioni, gusti…. peccatori e santi vivono una stessa vita a passi differenti…che quando uno ride, l’altro si arrabbia e quando uno lotta, l’altro si difende con le armi…ma qual è il santo?

si naviga in un mare che nemmeno le stelle sanno capire e in attesa dell’arrivo, c’è da godersi la tempesta, il naufragio, la ricostruzione, la ripartenza, le onde calme, la pelle colorata di sole e lo sguardo che corre verso l’orizzonte…che quando arrivi nemmeno ti interessa più, tant’ è forte la voglia di rimettersi al volante, con la calma del saggio, il sorriso della gioventù e il gusto nella ricerca del bello – che tanto si sa che poi bisogna passare per le strade del turpe – e ricominciare il viaggio verso il non arrivare mai, ma che in fondo di meglio non c’è e lo sai anche.

questo qui è un altro modo per dire ciò che avevo in testa…


con l’intento di usarla nelle occasioni importanti…certo che nella vita di occasioni importanti, da dover avere una montblanc tra le mani, non ne capitano tante…a me fino ad ora molto poche…ma la userò…potete starne certi…

ho 26 anni, ho tanti sogni, alcune opportunità, un’impazienza che fa bruciare lo stomaco e una voglia matta di essere seconda a nessuno…sono carina, non molto alta, capelli lunghi e ricci, occhi verdi, pancia piatta, fianchi quelli sì e un bel sorriso…

la gente mi ama e mi odia a seconda di come mi sveglio al mattino, perchè sono buona e malvagia, strega o fata, forte o spaventata…

amo la bella vita, quella fatta di piaceri autentici e un po’ ricercati o eccessivi, e so cosa voglio, cosa mangiare, cosa fare…

solo che quel Catullo mi torna alla mente e mi porta a scrivere…beh si ricomincia…questa volta anche su un blog…il richiamo di quella montblanc è troppo forte…